venerdì 25 ottobre 2013

Nuova partenza o nuovo traguardo?

Questo è un inizio. L'inizio di un percorso, il mio percorso "pubblico", che ho deciso di condividere con chiunque voglia leggere o passi di qui. Vi racconto un po' di che si tratta.

Punto primo. Gli psichiatri utilizzano un termine per descrivere il problema che io, come molte altre persone, mi son ritrovata ad affrontare: DCA, ossia Disturbi del Comportamento Alimentare. Per dare il senso del termine a chi non fosse addentro all'argomento, dire "DCA" è un pò come dire "biancheria": non sai mai se si tratta di mutande, calze o reggiseni. Occorre essere un poco più specifici per farsi capire e a volte raggruppare tante malattie in un gruppo unico può essere molto fuorviante, per chi non è troppo edotto sull'argomento. Quindi, pensate alla biancheria e fidatevi: anche se appartengono alla grande famiglia dei DCA, "anoressia" e "bulimia" sono due cose diverse. E non solo perchè, come pensano molti, l'anoressica non mangia e la bulimica mangia e vomita. No. Hanno una diversità strutturale. Non si può mettere un calzino come mutanda solo perchè appartengono entrambi alla categoria "biancheria". G0iusto?

Punto secondo. Alla categoria biancheria appartengono sì mutande, calzini e reggiseni. Ma anche i corsetti solo-per-bimbe-monelle, i reggicalze sempre più in disuso e le orrende magliette della salute. Lo steso vale per i DCA. Non ci sono solo anoressia e bulimia, ma anche molti disturbi, che cadono sotto il nome di DCA NAS (Non Altrimenti Specificati), ma che sono AAR (Assolutamente Altrettanto Rilevanti), in cui rientrano: (1) le forme di anoressia  e bulimia che non rispettano i criteri, (2) il Disturbo da Alimentazione Incontrollata e (3) il Chew and Spit. Saranno pure "NAS", ma credo che siano anche ben più diffusi della controparte Perfettamente Specificata. E più taciuti. E che sia un peccato. Perchè se le magliette della salute vanno fuori moda, amen. Posso rassegnarmi a non saper allacciare un corsetto. Ma dietro a un muro di silenzio c'è qualcuno che soffre. Che ci passa, come io ci sono passata (e ci sto passando). E allora, perchè non parlare anche di questi DCA NAS AAR?

Avete capito. La mia storia comprende dei DCA ed è per quelli che ho deciso di renderla pubblica. In parte per me, perchè mai come in questo momento ho bisogno di qualcuno con cui confrontarmi. In parte per gli altri, perchè spero che le parole della mia storia possano essere almeno di conforto a chi sta vivendo giorni bui e non crede che il suo tempo possa essere niente più che un grigio catena. Non è così. E non siete sole.

Vi ho spiegato il perchè di questo blog. Nel prossimo post vi racconto un po' a che punto sono della mia storia.

Credete sempre di poter risolvere i vostri problemi. 
Vale






9 commenti:

  1. Benvenuta in un mondo virtuale "terapeutico" volto a chiedere aiuto e soprattutto a lottare insieme. Non sei da sola, non sono da sola nemmeno io (mi sono detta appena iniziato a scrivere il mio blog). Perché è vero...siamo in tante e non siamo sole. Dobbiamo sostenerci l'un l'altra per combattere e per sconfiggere, non per autodistruggerci.
    Vedo molti siti pro ana e pro mia.. e mi fa tristezza.. sono i nostri blog che dovrebbero essere in maggioranza, proprio per non invogliare e incoraggiare "Ana e Mia", ma il contrario.
    Un abbraccio forte carissima,
    conta pure su di me! ^^

    Born or Die

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    1. Non siamo sole. Conta su di per il sostegno, quando ne sentirai il bisogno :)

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  3. Ciao!
    Innanzitutto grazie per essere passata e per le belle parole sul mio blog. Mi fa piacere avere un anche - e, forse, soprattutto - da persone che siano un pochino più esterne, come esperienze personali, a questo tipo di DCA. Perché molto spesso vorrei parlare con loro, capire cosa pensano e come vivono i disturbi degli altri, spiegare i vissuti, insomma, trovare dei punti d'incontro, tra persone reciprocamente informate. Informazione che - a mio avviso - manca.
    Sai, stavo pensando di scrivere un post sul "fenomeno pro-ANA" e prima o poi lo farò, ma mi rendo conto di aver bisogno di raccogliere le idee, perché è un fenomeno non facile da delineare, secondo me. Ci hai preso perfettamente quando hai scritto "immagino il vostro sconforto a riguardo", perché questa è proprio una delle sensazioni che provo - e che ho sempre provato, anche quando soffrivo di anoressia - nell'addentrarmi in un blog pro-ANA. Perché mi sento disarmata, sembra che non ci sia spazio per un'inversione di rotta. Però molto spesso questo succede anche nell'anoressia, a volte non si riesce a disinnescare il meccanismo, a volte si muore. Ma, a livello emozionale, un conto è morire di anoressia, un conto è essere precipitati in una raccapricciante caparbietà che ti viene letteralmente e pubblicamente sbattuta in faccia su un blog. Fa un altro effetto. È un'altra cosa.

    Non mi preoccupa molto invece l'idea della reazione a catena pro-ANA, perché semplicemente non penso che persone equilibrate possano seguire questo tipo di comportamento semplicemente come moda. Nè penso che i blog in discussione possano essere la causa di una slatentizzazione di un'anoressia, perché l'anoressia è una malattia che nasce da dentro e che non dipende immediatamente dalla riduzione del cibo, anche se poi la riduzione segue sempre, ma è più un epifenomeno che non la causa. Non penso nemmeno che i pro-ANA possano peggiorare anoressie già esistenti, perché - e questo lo dico per esperienza- una persona malata di anoressia non ha assolutamente bisogno di qualcuno che la inciti a perseverare per la propria strada: fa tutto da sola. Se hai bisogno di incitamenti esterni, perché hai paura che le motivazioni interne possano mancare...a mio parere, non sei poi così malata di anoressia. Sicuramente hai qualche altra malattia mentale, ma non l'anoressia.
    Per quanto riguarda la riabilitazione, qui sono un po' combattuta. Nella mia esperienza ho notato che capire il meccanismo di innesco della patologia mi ha "preservata" dal ricaderci. Potrei passare anche tutto il giorno a leggere cose pro-ANA e non mi passerebbe per la testa di restringere l'alimentazione. Però, il meccanismo non lo capisci subito. C'è una fase della riabilitazione in cui tu ti muovi a piccoli passi e in maniera incerta nella direzione opposta a quello che i comportamento influenzati dall'anoressia ti porterebbero a fare. È una fase in cui segui i medici per fede, perché solo una piccolissima parte di te ha preso in considerazione l'idea di distaccarti dall'anoressia. La maggior parte di te però pensa che sia "giusto" restringere. Ecco, in quel preciso momento, avere a fianco delle persone che perseverino a restringere (e te lo sbattano in faccia) può essere difficile. Perché ti fanno sentire in colpa ancora di più, pensi che loro stiano continuando a fare la cosa giusta e diventeranno il massimo, tu invece non sei stata in grado. E se non sei abbastanza trainata dallo staff medico, potrebbe diventare un problema.

    Grazie ancora per essere passata, spero di risentirti e di riuscire ad aprire un confronto :)
    vale

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    3. Ciao Laura, intanto scusa il ritardo. Ho giornate un po' piene e non mi piace rispondere di corsa.
      Leggendo il tuo discorso, mi son venute un po' di perplessità, te le elenco:
      La blogger A vuole dimagrire. Ci può stare. Una persona sana, quando decide di dimagrire, non inizia a digiunare per mesi, non apre un blog per inneggiare alle proprie gesta e non ha bisogno di giustificarsi. Non credo che l'anoressia possa mai essere una giustificazione, perché anzi è un "ostacolo" al dimagrimento. Quando gli altri iniziano a "leggerti" anoressica, iniziano a volere che tu mangi, anche in occasioni in cui normalmente non sarebbe stato così. Una persona sana non ha bisogno di giustificarsi per voler dimagrire, nè tanto meno di spronarsi con l'anoressia. Quindi la blogger A ha un problema. E direi anche un disagio. Nessuno si infligge la fame per divertimento. Può non essere anoressia, ma un problema c'è.
      La aspirante B. Ma secondo te, una persona sana segue un blog pro-ANA? Forse si, se sta facendo uno studio antropologico, sociologico, psichiatrico. Ma non partecipa, non si mette allo stesso livello. Se su google cerchi un blog pro-ANA e non sei una studiosa nè semplicemente una curiosa, se decidi di seguirlo e qualcosa dentro di te ti dice "fai la stessa roba", beh...hai un problema. Guarda, lo so che spesso si dice che sia solo superficialità, che queste persone siano solo un po' delle bimbette che non sanno quello che fanno. Ma soffrire la fame fa male ed è doloroso, vivere in quel modo ti devasta. E non ti infliggi una pena del genere per superficialità, perché se sei davvero così superficiale, secondo me, ti fermi prima e ti dedichi ad altro.

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    4. Non credo che l'anoressia nè la bulimia siano trasmissibili. Puoi essere predisposto e allora risentire di un'influenza esterna che magari accelera l'inevitabile. Ma una persona sana che viene in contatto con un'anoressica non diventa anoressica, nè diventa bulimica se sente di una che si abbuffa e vomita. Per cui se tu pensi che le blogger A e B ( e C e D e quelle che vengono dopo) siano persone sane, se credi che sia possibile che delle persone sane seguano un modello comportamentale anoressico/bulimica...comunque alla lunga non diventeranno anoressiche/bulimiche. Saranno delle persone denutrite o malnutrite, con ulcere allo stomaco, squilibri elettrolitici, problemi cardiaci. Ma non anoressiche nè bulimiche. Se invece già da principio avevano qualche problema, può darsi che già fossero anoressiche/bulimiche prima di cominciare. O che abbiano qualche disturbo di personalità. O altri problemi loro (come dici tu, solitudine, necessità di riferimenti), comunque esistenti prima del blog. Non mi riesce in nessun caso di imputare grosse responsabilità al blog.
      Con tutto questo non giustifico i blog pro-ANA, sia chiaro. Mi infastidiscono e, se potessi, li chiuderei. Però tenderei a non volerli giudicare con i canoni sociali standard, perché spesso nelle malattie il giudizio non aiuta. Deve essere lasciato fuori dalla porta, se no rischia di coprire le motivazioni dei gesti delle persone. Se una persona apre un blog, ci perde tempo ed energia, se una persona si perde in un progetto autodistruttivo tenderei a non giudicarla. Anche se è fastidiosa, anche se ci fa incazzare. Forse sarebbe meglio aiutarla. Perché, in un modo o nell'altro, lei sta soffrendo. Soffre anche se sembra cercarsi la propria sofferenza. Quello diventa il suo modo di vivere, la sua ragione di esistere. Io non so se ho torto o ragione, non so se in tutta questa faccenda ci siano un torto e una ragione. Quello che posso dirti è che dopo tutto quello che ho vissuto, e ancora a volte vivo, dopo tutte le difficoltà, la vergogna, i tentativi, le sfide...alla fine la strada giusta l'ho trovata. In piena malattia credevo che nemmeno esistesse. L'ho creduto molto a lungo, ho creduto che il mio mondo finisse lì. Mi ero dimenticata com'era. Prima. E penso che tutti avrebbero il diritto di essere aiutati a fare lo stesso. Riuscire ad uscire da una concezione patologica del proprio mondo. Riuscire ad elaborare dei progetti costruttivi, in cui la propria persona ha un ruolo di valore. In altre parole, riuscire ad essere felici. Anche se scrivono un blog pro-ANA e pensano che sia giusto farlo.

      Mi ha fatto piacere confrontarmi con te. È un argomento davvero poco scontato e non così lineare come sembra.
      Grazie :)
      Vale

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    5. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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